CHI SIAMO
Ciao, siamo Fabiola e Giorgia, mamma e figlia.
Mi chiamo Fabiola e sono una mamma, amo i miei 4 figli con tutta la generosità che il mio cuore può offrire, li lascio liberi d'imparare e di sperimentare ma sono sempre pronta a rialzarli quando sono in difficoltà. Io invece, mi chiamo Giorgia, sono determinata e con una forte propensione alla ricerca della perfezione. Abbiamo una fondamentale caratteristica comune: La smisurata passione per la moda.
Abbiamo un segno particolare che caratterizza tutta la nostra famiglia, una medaglietta appesa al collo, nessuno di noi si separa mai da essa. La medaglietta raffigura il volto del nostro papà.
Perché vi abbiamo parlato della medaglietta?
Perché il nome Tuamì è legato proprio al nostro papà. Tuamì è l'acronimo di "Tua Milord". Milord era il nome con il quale papà chiamava Giorgia. Tuamì, appunto è come se fosse la firma ad una lettera dedicata al nostro papà, che in questo caso è il brand stesso. Inoltre se non viene letto con l'accento si legge tu ami. Il naming assume doppio valore anche se invisibile, ma ricordiamo che l'essenziale è invisibile agli occhi.

La scelta del tessuto
La scelta del tessuto è di fondamentale importanza per noi di Tuamì, scegliamo solo tessuti made in Italy per valorizzare il nostro brand.
Il brand si occupa di abbigliamento femminile; esso si concentra sulla creazione di prodotti di qualità; ogni singolo prodotto viene creato mantenendo standard elevati.
I valori fondamentali sono l'amore, l'unione, la passione, la bellezza e la creatività.
MISSION
" Una sola donna è forte, ma due unite sono potere puro, noi con Tuamì abbiamo l'esigenza di creare per le donne, l'unione che ci contraddistingue rende possibile la creazione di abiti unici nella qualità e nel modo di essere.
Utilizziamo esclusivamente tessuti made in Italy per rendere i nostri capi durevoli nel tempo ".
VISION
" Diventare il punto di riferimento di ogni donna, affinché loro possano trovare tutto ciò che desiderano da un abito. Un'azienda italiana che continua ad affidarsi alla sartoria rendendola il proprio punto di forza " .
